Le CaSette in Action

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Le Casette - Nodo sperimentale per un abitare sostenibile

Nome e tipologia degli organismi proponente

Associazione ACTIon
Energetica soc. coop.
Premessa
L’emergenza abitativa a Roma sembra un male endemico
Partendo da queste considerazioni, ACTIon ha interpretato l’esigenza di migliaia di persone di avere un tetto sotto cui dormire e rivendicarne il diritto: spinti dalla necessità, molte di queste persone hanno occupato a scopo abitativo immobili privati abbandonati. Ma la richiesta di fondo è di vedere riconosciuto il diritto di tutti all’abitare e di introdurre una nuova tipologia di locazione nota come "canone sociale", ovvero un affitto proporzionale al reddito per le fasce sociali più deboli.
Queste motivazioni hanno spinto 10 nuclei familiari ad occupare gli stabili siti in Via delle Sette Chiese 186 e sono le stesse motivazioni che ci spingono a presentare il "Progetto Casette". Il Progetto nasce dall’esigenza di riaffermare la priorità per la comunità locale di partecipare alle decisioni che coinvolgono il proprio territorio: una comunità solidale che non si chiude dietro semplici rivendicazioni, ma che propone soluzioni nuove e coraggiose, che si pone degli interrogativi sul rapporto tra comunità e territorio e tra individuo e risorse, che intende garantire anche a coloro che non hanno nessuna disponibilità economica un’elevata qualità dell’abitare. Aprire questi luoghi al territorio, riconsegnandoli alla cittadinanza ed alla partecipazione, farne un punto di incontro e di sperimentazione collettiva, per dare un segnale chiaro a chi considera il territorio una merce di scambio o una mera occasione di profitto e speculazione a danno della collettività.

L’ambito di intervento
L’intervento è finalizzato alla restituzione dell’area alla collettività e ad un uso pubblico e partecipato degli spazi rendendolo accessibile alla cittadinanza e gestito dalla comunità locale.
Localizzazione dell’intervento
Il Progetto insisterà sull’area corrispondente al civico 186 di via delle Sette Chiese in Roma, Municipio RMXI. L’area era classificata come Zona "N" nel PRG ed è considerata di "interesse" per la Sovrintendenza ai Beni Culturali. L'attuale PRG considera l'area come tessuto urbano (cfr.
Nel sito individuato sono presenti due stabili, rispettivamente di 200 m² e 86 m², inseriti in un area verde di circa 300 m². L’area è nelle immediate vicinanze del Palazzo della Regione Lazio e della Via Cristoforo Colombo.

Obiettivi del progetto
L’obiettivo generale
L’obiettivo specifico
In particolare si vuole:
1. realizzare un polo abitativo "sostenibile", adottando tecnologie per l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia e sviluppando soluzioni orientate al risparmio energetico ed idrico, al riutilizzo ed al riciclo, avendo cura di garantirne l'accessibilità a ciascuno con le proprie diverse abilità;

2. organizzare corsi di formazione per la realizzazione e la manutenzione di tecnologie connesse all’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia, orientati all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati

3. organizzare percorsi didattici e seminari per le scuole ed i centri aggregativi per l’infanzia e l’adolescenza sul tema del risparmio energetico e dello sviluppo sostenibile;

4. promuovere iniziative di sensibilizzazione e divulgazione su tematiche ambientali

5. realizzare un centro di raccolta dati e monitoraggio delle caratteristiche ambientali ed urbanistiche del territorio;

6. promuovere momenti di incontro e di formazione per la "progettazione partecipata ed integrata" del territorio;

In allegato un elenco ragionato con le varie articolazioni previste dal progetto e lo stato di avanzamento del progetto.

Fasi del progetto
Fase 1.
Qualsiasi intervento tecnico di rifunzionalizzazione del luogo, dal recupero idrico al risparmio energetico, dalla produzione di energia e calore da fonti rinnovabili fino alla ristrutturazione degli immobili e dello spazio scoperto, non può prescindere da una valutazione quantitativa che studi la disposizione degli edifici rispetto ai quattro punti cardinali, la misura delle cubature, i consumi previsti, le variabili di dispersione termica delle abitazioni, la nuvolosità e la piovosità del sito, la ventosità, la disposizione degli edifici circostanti, ecc..Fase 3.
Attraverso il Tavolo di Progettazione Partecipata e le relazioni tecniche si individueranno i finanziamenti necessari, la loro entità e la scansione temporale delle azioni previste.Fase 4. Inizio attività del Nodo
Questa fase prevede l'avvio delle attività necessarie al raggiungimento degli obiettivi dell'iniziativa, in particolare in un primo momento si prevedono le seguenti attività:
1. realizzazione dei primi interventi tecnici e di rifunzionalizzazione;

2. corsi di formazione;

3. interventi didattici nelle scuole di zona;

4. attivazione di studi e ricerche per il monitoraggio e la mappatura del territorio;

5. promozione del Nodo tramite seminari divulgativi e materiale informativo;

Fase 5. Raccolta, condivisione e disseminazione dei risultatiLa nostra idea di sostenibilità e di costruzione di comunità solidali si fonda sulla capacità di investire il territorio e le altre comunità dell’esperienza maturata. Si prevede di utilizzare il web, ma anche di costruire momenti di partecipazione ed animazione territoriale.

Alcune idee per il risparmio energetico, il recupero ed il riuso
Impianto di recupero e sfruttamento dell’acqua piovanaLa superficie complessiva dei tetti a falda dei due stabili è di circa 280 m². Considerando una piovosità media (dati Collegio Romano 1996-2004) di 766 mm/anno si può approssimativamente stimare un approvvigionamento idrico annuale di 215 metri cubi d’acqua (215 mila litri) e, quindi, una disponibilità giornaliera di 580 litri. Quest’acqua può essere usata per gli scarichi dei bagni, per lavare i pavimenti e per l’irrigazione del giardino, senza dover usare acqua potabile.Impianto di generazione fotovoltaica
Il sito presenta un muretto di recinzione alto 80 cm dal suolo e lungo 25 metri, orientato a sud e senza ombreggiamenti rilevanti per tutto l’arco della giornata.
Dotando questo muretto (di 20 m2) di un sistema fotovoltaico connesso alla rete elettrica e considerando una produzione media annuale di 184.6 kWh/m² (
I colmi dei tetti degli stabili sono paralleli ed orientati lungo l’asse nord-sud: abbiamo, quindi, due falde rispettivamente di 100 e 50 m² orientate ad est ed una terza falda di 100 m2 orientata ad ovest. Utilizzando un sistema a pannelli solari termici, considerando un fabbisogno medio giornaliero a persona di acqua calda di 50 litri ed una superficie da riscaldare di 280 m2, si dovrebbero installare circa 20 m2 di collettori solari. A valle dell’impianto descritto è possibile utilizzare un sistema radiante a bassa temperatura come pannelli radianti a pavimento o a parete.Impianto integrativo di poligenerazione
Lo stabile di 86 m2 è comprensivo di un locale caldaia ad uso collettivo: questo locale potrebbe ospitare un motore trigenerativo per la produzione combinata di energia elettrica e calore, in inverno, e di energia elettrica e freddo, in estate. Il motore può essere alimentato con diversi tipi di combustibile, legna o biomassa, oli combustibili prodotti da coltivazioni energetiche, biogas da fonti rinnova

Serra solare per il riscaldamento degli ambienti e per l’essiccamentoLe pareti esposte a sud dei due stabili, opportunamente dotate di una serra solare o di un muro termico insistente sulle pareti stesse, possono garantire un adeguato indice di riscaldamento degli ambienti interni adiacenti e fungere da essiccatoi invernali per i panni. Ristrutturazione secondo principi della bioedilizia e dell’ universal design
La realizzazione delle soluzioni indicate presuppone interventi di ristrutturazione edile: tali interventi possono essere eseguiti utilizzando materiali naturali atossici e a impatto ambientale nullo, che garantiscono basse spese di gestione e manutenzione, oltre che benefici in termini di salute. Gli spazi devono essere progettati in modo da garantire la totale accessibilità e libertà di movimento a chiunque, con le proprie diverse abilità
Sistema di fitodepurazione per il trattamento delle acque reflueLa fitodepurazione è un sistema naturale di depurazione delle acque di scarico, che avviene mediante l'azione combinata tra substrato ghiaioso, piante, refluo e microrganismi presenti. Il sistema funziona in assenza di energia aggiunta e, quindi, di parti elettromeccaniche. Ciò permette di definire l'impianto "ecocompatibile". L’impianto di fitodepurazione, opportunamente dimensionato, consente un abbattimento del carico organico del refluo in entrata superiore al 90% e comunque conforme ai limiti di legge (D.Lgs. 152/99 e succ. mod.).Sistema di compostaggio dei rifiuti organici
La produzione di rifiuti organici e la presenza di uno spazio scoperto da adibire a giardino ed orto, giustifica ed incoraggia il riciclo dei rifiuti, quali gli avanzi della pulitura di frutta e verdura, residui della gestione del giardino o dell’attività dell’orto ed altri. L’utilizzo più proficuo di questi rifiuti sembra essere il compost, da utilizzare come fertilizzante ed ammendante.

cantierabilità del progetto: ostacoli e opportunità
Questo Progetto vuole essere la proposta che la cittadinanza attiva di questo Municipio presenta alla città, riguardo l’area che insiste al civico 186 di via delle Sette Chiese. Questa proposta ha un valore politico importante, andando ad incidere sui rapporti tra il Pubblico e il Privato ed affermando la priorità dei diritti e dei bisogni della comunità rispetto agli interessi speculativi di pochi. La fattibilità delle azioni proposte è, dunque, legata al modo in cui le Amministrazioni competenti in materia di "abitare" e di gestione del Patrimonio sapranno recepire le indicazioni provenienti dalle comunità locali organizzate.
La costituzione della Energetica soc. coop., composta da soggetti in disagio sociale e da soggetti con elevate qualifiche tecnico-professionali, è un'opportunità di autopromozione sociale e di emersione dal disagio che per essere sviluppata e resa autonoma ha bisogno di risorse economiche, ma soprattutto di un investimento politico che crede nei processi di costruzione di comunità dal basso. La cooperativa Energetica rappresenta la possibilità di realizzare il progetto insieme a realtà del territorio fortemente integrate nel tessuto locale e in grado di garantire la sostenibilità economica del progetto e la sua fattibilità tecnica. Lo dimostra l'interesse per il progetto espresso dalla direzione dell'incubatore d'impresa sociale InVerso e dalle realtà che gestiranno la Città dell'Altraeconomia a Testaccio.
Sebbene l'acquisizione a patrimonio pubblico degli immobili in via delle Sette Chiese, 186 sia il primo ostacolo da superare, le tematiche e le attività previste dal progetto chiamano in causa diverse competenze come ambiente, formazione, lavoro, e le Provincia di Roma e la Regione Lazio in questo possono svolgere un ruolo determinante. La ricerca delle risorse necessarie si può, dunque, articolare, su più livelli.
conclusioni
La presenza nel Municipio RMXI di un centro di sperimentazione sociale e scientifico che non solo afferma un diritto, ma lo lega strettamente al rapporto con gli altri e con il territorio circostante rappresenta un elemento distintivo nel territorio sul quale incide. La rete di relazioni sociali nel quale la comunità delle Casette ha saputo inserirsi e la progettualità di cui si è resa protagonista non può che apportare un valore aggiunto alle politiche di partecipazione ed inclusione sociale che le amministrazioni locali stanno portando avanti. Inoltre, la realizzazione del Progetto dà forza alla percezione collettiva che considera le Istituzioni "di prossimità" una garanzia di equità sociale e di difesa dai poteri forti, rappresentati, in questa città, dal cemento, dagli abusi e, in questi ultimi anni, dalla speculazione finanziaria immobiliare.
si potrebbe garantire una produzione di energia elettrica pari a 3692 kWh/anno, evitando, così, l’immissione in atmosfera di circa 2 tonnellate di CO2 ogni anno.Impianto solare termico per acqua calda e riscaldamentobili. .
Costituzione di un Tavolo di Progettazione Partecipata Lo Sportello di accesso ai diritti denominato ACTIon RMXI, operativo dal 29 settembre 2003, è stato il punto di incontro di soggetti in emergenza abitativa. Da questo sportello è nata la comunità delle Casette. L'attività di costruzione di comunità si è integrata con la costruzione di relazioni con il tessuto sociale presente nel territorio del Municipio Roma XI creando diversi momenti di elaborazione e progettazione sociale. La costituzione di un Tavolo per la Progettazione Partecipata ha bisogno tuttavia di un momento specifico nel quale tutti gli attori sociali incontrati in questi anni condividano e mettano in rete le loro conoscenze e competenze.Fase 2. Raccolta e analisi dei dati Progettazione tecnica ed economicaQuesta fase non esclude ulteriori sopralluoghi e misurazioni, ma anche incontri operativi con la comunità destinataria degli interventi e con altri soggetti utili alla stesura del Progetto. è quello di costituire un "nodo di sperimentazione per un abitare sostenibile", che si interroghi sui rapporti individuo-risorse e comunità-territorio. al quale questo Progetto vuole apportare il suo contributo è quello di ampliare la percezione di autodeterminazione delle comunità locali: realizzare, cioè, un esempio di partecipazione attiva e di scambio solidale con il territorio. http://www.urbanistica.comune.roma.it/). . 25.600 richieste di alloggi popolari, 150.000 persone a rischio abitativo. L’immigrazione per lavoro, per motivi umanitari, per emergenze ambientali, aggrava la città di una domanda di servizi e di un riconoscimento di diritti cui l’Amministrazione risponde con difficoltà. D’altro canto l’investimento immobiliare sta assumendo un carattere sempre più speculativo e sembra non riconoscere più la propria responsabilità sociale nello sviluppo urbanistico e nella qualità della vita di migliaia di persone residenti e non nei molti territori di questa città: 130.000 alloggi sfitti in città, edifici lasciati vuoti e spesso abbandonati, affitti che incidono mediamente per l’80% sul reddito familiare.

casette

Gli spazi, le persone

  • donna anziana
  • coppie
  • donna single
  • uomini single
  • coppia con bambino
  • uomo con 2 figli
  • donna con figlio

Nazionalita’ presenti:

  • italiana
  • etiope
  • bulgara
  • peruviana
  • tedesca

Consistenze

Consistenze Stato dell'Arte
Spazio abitativo 235 mq
Nuclei familiari n° 10
Spazio laboratorio di progettazione partecipata, formazione e didattica 40 mq
Spazio all'aperto per percorsi didattici con tecnologie per il risparmio energetico e l'uso delle energie rinnovabili 250 mq

12 Mar 2013 12:33.

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